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Contratti Agile: limitare i problemi e gestire i conflitti

A quali clausole fare attenzione e perché il conflitto non conviene a nessuno.

Nel momento in cui si redige un contratto Agile è buona regola prevedere possibili problemi per eliminarne sin dall’inizio le cause.

Tuttavia è illusorio pensare che il contratto possa prevenire e prevedere ogni tipo di problema o comunque ogni tipo di fattore esterno al contratto che possa generare un problema nella relazione tra fornitore e contraente: neppure il più dettagliato dei contratti può coprire qualsiasi aspetto.

Anzi, stendere un contratto Agile ultra dettagliato è il più delle volte una perdita di tempo o comunque un investimento che non dà un ritorno adeguato (più è lungo il contratto, più tempo ci vuole a scriverlo, più costano gli avvocati): tutto ciò è estraneo ad un approccio lean.

Ciò che importa e che contribuisce alla buona qualità di un contratto agile è scriverlo in maniera tale da minimizzare le conseguenze «negative» derivanti da un evento che fa deviare il rapporto tra fornitore e cliente dai suoi binari naturali.

Bisogna per questo prestare attenzione alle clausole contrattuali relative alle responsabilità (es. cosa accade in caso di ritardo nella consegna da parte del team di sviluppo oppure nell’accettazione da parte del cliente?), ai rimedi (es. se non c’è accordo sulla qualità di quanto consegnato, quali strumenti bisogna approntare per evitare lo scioglimento del contratto?), alla garanzia (è unica e parte dalla accettazione finale del progetto oppure legata al singolo rilascio incrementale?).

Gestire il conflitto per ridurre costi e perdite

Un approccio proattivo al contratto opera su un ulteriore livello e permette di gestire il conflitto tra le parti cercando di limitare il più possibili costi e perdite. A livello di clausole contrattuali in cosa si traduce tutto ciò? Ad esempio, nel prevedere il ricorso a forme alternative di risoluzione delle controversie, come un arbitrato. Sotto questo profilo, basta considerare questo dato estrapolato dal rapporto della Banca Mondiale «Doing business 2015»

Doing business 2015
Il dato riguarda il Tribunale di Roma ed una ipotetica causa dal valore di 51 mila euro riguardante l’esecuzione di un contratto: ci vogliono 1185 giorni per vedersi riconoscere le proprie ragioni sostenendo un costo complessivo del 23,1% sul valore della causa.

Credo che questa sia una ragione sufficiente per dedicare del tempo a costruire un contratto che favorisca la collaborazione delle parti e gestisca nella maniera più indolore possibile l’eventuale fallimento della relazione tra fornitore e cliente.

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