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Come regolare la responsabilità per i danni causati da un robot?

Se un robot causa un danno chi dovrebbe risponderne? Il Parlamento europeo ha indicato al strada da seguire. Ecco il primo di una serie di post dedicata al rapporto tra diritto e robot.

I robot sono (sempre più) tra noi. Quali regole si applicano loro? Quali regole sarebbe auspicabile introdurre?
Chi opera nel campo della robotica o comunque utilizza dei robot ha bisogno di regole chiare per conoscere i propri diritti ma soprattutto i propri doveri ed i rischi a cui va incontro.
Anche per questo il Parlamento europeo ha approvato una serie di raccomandazioni a cui la Commissione europea dovrebbe attenersi nel momento in cui regolamenterà il settore della robotica.

Chi è responsabile per i danni causati da un robot?

Da un punto di vista giuridico le questioni sollevate dall’uso dei robot nella realtà di ogni giorno sono tantissime.
Una tra le più importanti è quella legata alla responsabilità: chi è responsabile dei danni causati da un robot a chi lo usa o a terzi? Ad esempio, chi è responsabile del danno causato da un auto a guida autonoma? O da un robot usato nella riabilitazione degli arti di soggetti che hanno subito una lesione del midollo spinale?
Individuare un soggetto a cui imputare il danno causato da un robot non è agevole quando si ha a che fare con un sistema hardware e software assai complesso e nella cui progettazione, costruzione, messa a punto e manutenzione possono intervenire tanti soggetti con ruoli e competenze diverse.
Le cose sono rese ancor più complicate ora che i robot stanno acquisendo una sempre maggiore autonomia di azione che li sottrae al controllo di una persona in carne ed ossa.
Maggiore autonomia significa anche maggiore imprevedibilità: un robot può agire in modo non previsto in sede di progettazione magari a causa di uno stimolo proveniente dall’ambiente in cui opera.
Tutto ciò mette a dura prova i tradizionali principi su cui si basa la responsabilità civile, in base ai quali, ad oggi, come sottolinea il Parlamento europeo nelle sue raccomandazioni:

  • è da escludere che un robot possa essere considerato responsabile in proprio per atti o omissioni che causano dei danni a terzi soggetti;
  •  in linea generale, il produttore, il proprietario o l’utilizzatore di un robot possono essere considerati responsabili per i danni causati dal robot se erano in grado di prevedere ed evitare il comportamento del robot che ha causato il danno;
  • le norme in tema di responsabilità da prodotti difettosi prevedono una responsabilità di tipo oggettivo in capo al produttore – ossia senza che debba sussistere la colpa del produttore – a condizione che la persona danneggiata sia in grado di dimostrare il danno subito, il difetto nel prodotto e il nesso tra il difetto e il danno, per cui il secondo è stato conseguenza del primo.

Le raccomandazioni del Parlamento europeo

Ecco che il Parlamento europeo ritiene che quando si tratta di un danno prodotto dai robot sia necessario discostarsi da queste regole tradizionali per valutare l’opportunità dettarne di nuove.
Le nuove regole da un lato non devono soffocare sul nascere il progresso tecnologico ma dall’altro devono tutelare in modo adeguato chi è esposto all’azione di un robot.
Per questo il Parlamento europeo ha indicato la strada da seguire ritenendo che:

  • sia necessario prevedere una forma di responsabilità oggettiva in cui il danneggiato debba soltanto provare il danno subito ed il nesso tra quest’ultimo e la condotta del robot;
  •  una volta individuato il soggetto responsabile (il produttore? Il fornitore? L’utilizzatore?) del danno, la sua responsabilità sia proporzionale al grado di autonomia del robot e al livello di istruzioni impartite al robot: più un robot è autonomo, minore sarà la responsabilità del soggetto che deve rispondere per la sua condotta;
  • possa essere previsto una forma di assicurazione obbligatoria, simile a quella delle auto, che dovrebbero sottoscrivere i produttori e i proprietari dei robot;
  • possa essere istituito un fondo di risarcimento che, tra le altre cose, garantisca il risarcimento anche in caso di danno prodotto da un robot non assicurato.

Infine, il Parlamento invita la Commissione a valutare tutte le conseguenze che potrebbero derivare dall’ “istituzione di uno status giuridico specifico per i robot, di modo che almeno i robot autonomi più sofisticati possano essere considerati come persone elettroniche con diritti e obblighi specifici, compreso quello di risarcire qualsiasi danno da loro causato”.
I robot come soggetti di diritto: ipotesi suggestiva, non priva di rischi, di certo prematura.