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Quando si perfeziona il contratto tra e-commerce e cliente: cosa ci insegna il caso Amazon-Antitrust.

Una gestione accorta dell'e-commerce significa anche stabilire con cura il momento in cui nasce il contratto con il proprio cliente.

Per chi è titolare di un e-commerce stabilire quando nasce il contratto con il proprio cliente è fondamentale: ne derivano conseguenze spesso sottovalutate non solo di tipo legale ma relative anche alla gestione degli ordini e addirittura alla progettazione delle pagine del sito.

Perché Amazon è stata segnalata all’Antitrust

Per questo è importante l’intervento dell’Antitrust nei confronti di Amazon, iniziato nel 2016 e concluso nel giugno 2017, attivato su segnalazione di alcuni utenti di Amazon, secondo i quali non era chiaro quando venisse concluso il contratto tra il cliente ed Amazon.
Parentesi: in gergo legale “concludere un contratto” significa perfezionare, stipulare un contratto (allo stesso modo di “concludere un affare”) e non porre termine ad un contratto o scioglierlo.
Ora, non molti sanno che quando ordinano un prodotto su Amazon cliccando sul relativo pulsante, il contratto di acquisto con Amazon non si è ancora perfezionato.
Infatti nelle condizioni di vendita di Amazon è scritto che il contratto si perfeziona nel momento in cui il cliente riceve la mail di conferma della spedizione della merce e non quando riceve la mail di conferma dell’ordine.

Stabilire quando il contratto di vendita tra e-commerce e cliente si perfeziona è importante: cosa stabilisce il codice del consumo.

Perché è così importante individuare questo momento?
Perché dal giorno in cui il contratto si perfeziona nascono a carico del commerciante alcuni obblighi, primo fra tutti quello di consegnare la merce venduta al cliente.
Il codice del consumo (art. 61) prevede che i beni devono essere consegnati al cliente “senza ingiustificato ritardo e al più tardi entro 30 giorni dalla data di conclusione del contratto”.
Nel caso di vendita online di servizi, “dal giorno della conclusione del contratto” decorre il termine di 14 giorni per esercitare il diritto recesso (art. 52).

I vantaggi nello stabilire che il contratto è perfezionato con la mail di conferma della spedizione

Alla luce di queste norme sono intuibili i motivi per cui  può avere senso per un e-commerce stabilire che il contratto è perfezionato nel momento in cui il cliente riceve la mail di conferma di spedizione della merce.
Così infatti:

a) se la merce ordinata non è per qualsiasi motivo più disponibile, l’e-commerce non è tenuto a consegnarla ma può semplicemente inviare una mail con cui si informa il cliente del disguido, dando al cliente la possibilità di annullare l’ordine.

b) se sul sito è indicato un prezzo sbagliato – ci sono stati diversi casi di televisori o computer il cui prezzo era per errore di 1 euro o comunque notevolmente inferiore a quello corretto – l’e-commerce non è tenuto a vendere e consegnare la merce a quel prezzo ma può comunicare al cliente il proprio errore e può magari invitarlo a comprare il prodotto al prezzo corretto o può offrirgli un buono sconto per farsi perdonare.

Amazon da sempre ha inserito nelle sue condizioni di vendita questa regola sul momento in cui è perfezionato il contratto.
Secondo l’Antitrust, tuttavia, la regola non era ben esplicitata al cliente in fase di acquisto di un prodotto.
Per questo, su impulso dell’Antitrust, Amazon ha cambiato la formula “procedi all’acquisto” con “procedi all’ordine”, ha inserito sotto il pulsante “acquista ora” l’informazione che il contratto si conclude con la mail di conferma di spedizione di merce e ha modificato le sue condizioni di vendita per rendere più chiaro il processo di acquisto.

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